Cerca nel blog

mercoledì 11 gennaio 2017

Molto rumore per nulla ...

...

Accadde oggi ... l'11 Gennaio del 1962 muore a Porto l'allenatore del Messina György Orth

 

La storia calcistica del nostro paese ci ricorda che il Messina fu, sin dalle prime battute, una delle squadre protagoniste della neonata serie cadetta (ricordiamo ai nostri lettori che negli anni '20 esisteva solo la serie A come campionato nazionale) e nel torneo di serie B del 1932 dalla decima giornata subentrò, sulla panchina giallorossa, a König Engelbert, György Orth Wirth ex centravanti titolare della Nazionale Ungherese, atleta che come ci raccontano le cronache del tempo poteva giocare in qualsiasi ruolo in quanto aveva senso della posizione e calciava indifferentemente sia di destro che di sinistro ed inoltre nelle sue giocate metteva in mostra una classe cristallina che lo decretò vincitore con la casacca del Budapest di ben 3 classifiche cannonieri, 8 titoli nazionali, 2 Coppe d'Ungheria e con quella dell' Olympique Marsiglia di una Coppa di Francia. La sua carriera di allenatore invece, già da quando era un abile attaccante, era segnata, difatti iniziò la sua avventura di tecnico alla tenera età di 29 anni, qualche mese dopo aver appeso le scarpette al chiodo. Fin da quando calcò l'erbetta con i suoi tacchetti, si intravidero in lui innate qualità di comunicatore e leader. Cominciò così, giovanissimo, la sua avventura di coach alla guida della Nazionale cilena ai mondiali del 1930 dove conseguì uno stupefacente secondo posto nel Girone A della Coppa del Mondo. Dopo essersi messo in mostra nel campionato più importante del pianeta, l'anno successivo fu chiamato a guidare uno dei team cileni più conosciuti e blasonati: il prestigioso Colo Colo.
Due anni dopo, l'esperienza esaltante con la Rossa, una società italiana gli diede la possibilità di confrontarsi con il difficilissimo e tattico campionato professionistico nostrano (ricordiamo che gli azzurri in quegli anni erano davvero la nazionale più forte guidati da un grande allenatore come Vittorio Pozzo), quel club, il suo primo club nella penisola italica, fu il Messina che allora, come detto poc'anzi, militava in serie B. L'inizio di quella stagione, parliamo dell'annata 1932-1933, venne vissuta con grande travaglio; in estate, infatti, si succedettero una serie innumerevole di presidenti: da Lombardo, a Turchi, al Barone Salleo, Garufi, Salvatore fino a Scaglione che prese il definitivo comando della ciurma di Via XXVII Luglio per tutta la stagione in corso. In riva allo Stretto il mister natio di Budapest fece bene e bagnò il suo esordio con un ottimo pareggio in casa contro il Livorno (1-1) a soli due mesi dall'inaugurazione dello Stadio di Gazzi, che avvenne il 9 ottobre dello stesso anno e che sul finire degli anni '40 verrà poi intitolato a Giovanni Celeste.
Dunque, ed è un dato da non dimenticare nella lunga storia biancoscudata, Orth With fu l'allenatore che visse e consacrò lo Stadio di Gazzi (G.Celeste) nel suo primo anno di nascita. Ebbe l'onore di allenare e forgiare una batteria di attaccanti che poche squadre potevano contare in seconda serie come i grandissimi talenti: Re, Corallo, Lumia, Ferretti e Ferrè. Il Messina chiuse la stagione a metà classifica e tra le traversie societarie risultò agli addetti ai lavori come una delle squadre che praticava il più bel calcio, infatti era un vanto poter avere nella propria panca il tecnico che solo pochi mesi prima aveva guidato il Colo Colo e niente di meno che la nazionale cilena. Per i motivi elencati venne confermato alla guida dell'Ac Messina anche l'anno successivo. La stagione seguente, il 16 febbraio 1934, nella poltrona più importante del Messina fu richiamato Lombardo ad unanimità popolare per dirigere nuovamente le fila biancoscudate al posto dell'uscente Scaglione.
Nel campionato 1933/1934 il Messina di Orth terminò la stagione con un eccellente 5° posto sfiorando l'ammissione alle finali promozione. In serie A quell'anno andò invece la Sampierdarenese dalle cui ceneri un decennio dopo nascerà la Sampdoria. Quelli con il mister budapestiano furono 2 anni intensi e meravigliosi per il club giallorosso e i tifosi poterono ammirare ed assistere ad un gioco di ottima qualità e ad elementi, sopracitati, che facevano delle geometrie e del bel calcio il loro cavallo di battaglia. Conclusa la parentesi piacevole e di alto livello con i peloritani, Orth ebbe una lunga ed importantissima carriera; allenò società importanti come il Pisa, il Genoa, il Norimberga, il Metz, il San Lorenzo (la squadra di Papa Francesco), il Rosario Central, la nazionale messicana e quella peruviana ed infine il blasonato club lusitano del Porto e proprio nella cittadina portoghese si spegnerà l'11 Gennaio del 1962. Grazie Mister György, se in questa città il Calcio è pane quotidiano e la sua gente possiede palato fine e se ne intende di football il merito è anche suo che ci ha iniziati nel calcio che conta e ha internazionalizzato la nostra conoscenza dello sport più amato al mondo. I nostri nonni c'hanno tramandato tutto questo e noi non ci dimenticheremo mai di lei, del mitico György Orth Wirth.


mercoledì 4 gennaio 2017

Spazziamo le negatività dall'ACR Messina ...


In città c'è un gruppo di cittadini (PULI-AMO MESSINA) di buona volontà che si è prefissato qualche anno or sono di ripulire volontariamente i luoghi più belli lasciati all' abbandono o sporchi e tirando le somme devo dire (ed è sotto gli occhi di tutti) che ci sono riusciti. La voglia di "cambiare aspetto" alle cose, credo, può sopperire alle difficoltà che una piazza come Messina porta nel suo DNA. Penso, infatti che questo concetto sia trasferibile al calcio e questa negatività può essere spazzata via con un rastrello ed una buona scopa solo da persone amanti di quel determinato bene e come detto prima armate di buona volontà. Della serie dove maltratti e sporchi tu, ci sono io a sistemare e a rimediare al tuo errore di negligenza o di valutazione.

Perché ho fatto questo preambolo, semplice amici lettori, per un motivo alquanto chiaro: è iniziato il mercato di riparazione e molti calciatori attenzionati dal Messina non vogliono venire o hanno qualche remora poiché a livello nazionale emerge un ambiente poco positivo della città e della società il quale rende tutto più difficile e problematico. Al momento i giocatori contattati non si fidano di fare una scelta che potrebbe ripercuotersi sulla loro carriera.
Purtroppo nell'ultimo periodo è stato fatto ed è stato detto di tutto sulla biancoscudata e l'immagine che si ha oltreconfine non è delle migliori; morale della favola, questi problemi ricadono sulla società perché i giocatori trattati, non fidandosi rifiutano l'offerta preferendo la chiamata di altre piazze magari meno blasonate, anzi sicuramente, ma dove c'è un ambiente più sereno e dove le acque sono meno agitate. Ed è per questo che il mercato è stato congelato sino a lunedì quando secondo indiscrezioni ci saranno delle news importanti. Qui nella nostra Messina c'è un masochismo e autolesionismo micidiale che fa indietreggiare chiunque venga avvicinato per le voci che si insinuano in ogni dove ed è per questo, sono convinto, che i tifosi che amano il giallorosso abbiano il dovere di creare un minimo di entusiasmo per fronteggiare le nuvole nere che appaiono ovunque all'orizzonte. Dobbiamo quei pochi dotati di buona volontà ripulire un' immagine sbagliata che molti si sono fatti oltre le mura di Messina. Vedere tutto più roseo lì dove il nero avanza e i sospetti diventano ingombranti altrimenti sarà doloroso per tutti questo finale di stagione. Il giocatore potenzialmente da Messina deve avere la sensazione che arriva in una piazza dove è impossibile fare male perché c'è grande energia positiva, entusiasmo e tutte le condizioni favorevoli per volare in alto.
Se Mister Lucarelli è a Messina è perché ricordava quella piazza calorosa ed entusiasta che era il Messina e quel catino infuocato del Giovanni Celeste altrimenti non avrebbe mai e poi mai accettato.
Ci piaccia o meno questa è la società e questi sono i dirigenti che abbiamo e costoro dobbiamo sostenere fino a quando resteranno in sella altrimenti per i nostri colori si farà dura.
Domenica 8 la squadra si rivedrà in città per il primo allenamento, Lucarelli riunirà la sua truppa per non lasciare nulla al caso così da farsi trovare pronto nel migliore dei modi per il 21 giorno di Francavilla Vs Messina.
Abbiamo parlato dell'ambiente, alla società invece ci sentiamo di muovere una critica costruttiva: questa squadra urge di un direttore sportivo importante che si faccia sentire e rispettare in sede di calciomercato e inoltre necessita di altri dirigenti e figure professionali che facciano rispettare la città di Messina e la storia della stessa nelle istituzioni che contano. Fatto questo piccolo inciso che vuole essere ripeto costruttivo, noi odiamo i disfattismi che generano avversità e contrarietà, adesso si pensi a riorganizzare secondi i santi crismi tutto quello che serve per rendere questa 500 una fuoriserie. E chiuso il calciomercato i nostri giocatori saranno comunque i migliori.

lunedì 2 gennaio 2017

Chi ha rubato l' Humus?


Questa a livello calcistico, un tempo, era una terra ricca di humus miracoloso. Qualsiasi cosa si piantava in essa germogliava e dava frutti squisiti. Si costruivano le squadre e queste si dimostravano all'istante robuste e vigorose, pronte a qualsiasi battaglia e a incarnare quello spirito vincente che la blasonata piazza di Messina esigeva. Le squadre vincevano e gli spalti si riempivano, i gradoni del catino di Via Oreto venivano gremiti e i giocatori si esaltavano, i calciatori entravano in trance agonistica e la città tutta iniziava a sognare e ad andare su di giri. In sostanza si creava un circolo virtuoso dove ogni cosa rigenerava e caricava l'altra, oggi invece, per farla breve, tutto ha subito una involuzione e il circolo di cui prima è finito per diventare vizioso. Tutto per colpa di un "Humus" scomparso che ha inaridito la terra trasformandola in una superficie di morte. Nei bar e nelle piazze ci si domanda quale sia il motivo di questa inversione di tendenza, del perché una piazza così appassionata che viveva di calcio dal lunedì alla domenica ad un tratto abbia smarrito la strada. Ricordo quando in eccellenza contro il Giarre per la partita clou che ci avrebbe garantito gli spareggi si presentarono al botteghino 9000 messinesi i quali misero la palla in fondo al sacco insieme a Salpietro al 92'. Allora tutti fecero una riflessione chissà senza tutti quei tifosi se la sfera sarebbe entrata in porta. Molti risposero con un secco NO! Se il Messina non avesse vinto quella gara fondamentale non avremmo mai visto la serie A, perché fu da quel goal che iniziò la famosa scalata dell'era Aliotta. Cioè un piccolissimo momento che ebbe in sé la forza di cambiare la storia di una intera generazione pallonara. E poi ... ecco gli spareggi con il Vittoria a Bagheria dove ben 2500 messinesi con un treno speciale, colmi di entusiasmo, per la sfida poc'anzi citata contro il Giarre, portarono i colori giallorossi a scrivere una leggenda. Come detto prima fu poi una scalata dietro l'altra proprio come quando un bimbo scarta di seguito un pugno di caramelle dolcissime. Oggi invece con pessimismo nessuno crede più nei sogni e la pelota non gonfia più la rete nei minuti finali e le scalate così non trovano mai il proprio inizio. Prima ci stavamo interrogando su cosa fosse per noi questo benedetto Humus e me lo sono chiesto anche io stasera stimolato da qualche amico giallorosso. Io penso che l'animo di molti di noi si sia ammalato, contaminato da agenti esterni che hanno inquinato il nostro modo di percepire la realtà circostante. Nella nostra città poi il popolo ha cambiato orizzonti indirizzandoli verso il singolo evento, ma il calcio è un susseguirsi di episodi dai quali può cambiare il destino di una intera stagione. Per questo c'è bisogno che ci siano parecchi appassionati, lì sempre sul pezzo nel seguire la propria squadra del cuore durante momenti gioiosi e dolorosi.
Prima parlavamo di contaminazioni e sono quelle negative che hanno tolto il germe buono dal terreno giallorosso. L' humus che trasformava le stagioni da anonime in incredibili  è stato rubato dalla negatività, da una tale Amelia la Fattuchiera, la quale ha messo in seno agli sportivi messinesi il seme del sospetto verso un calcio moderno che secondo queste malelingue avrebbe perso quello spirito sportivo dove la sana competizione era l'unica padrona. Sempre la stessa maga dall'animo dark ha insinuato nel cuore dello sportivo peloritano il seme della superbia facendo credere, negli uomini in cui veniva inculcato, che il calcio di oggi è lontano parente di quello di ieri tecnicamente parlando. Così i semi avversi uno dopo l'altro hanno prosciugato l'humus e hanno cancellato quel modo di vedere le cose in chiave ottimistica cambiando quasi irreversibilmente prospettiva alle cose. Da quando è arrivato mister Lucarelli, anche se lentamente, perché le cose dall'oggi al domani non possono essere cambiate, questo processo sfavorevole che mostra lo svantaggio a tutti i costi sembra essersi fermato e dal terreno infruttuoso l'humus sembra covare nuovamente sotto le radici arse. Spetta a noi adesso espellere le ultime scorie negative per ripristinare quel moto retto e proficuo capace di farci ritornare quelli che eravamo un tempo.

Pausa movimentata ...

Pausa movimentata, ebbene si, vi sembrerà un ossimoro ma non lo è in quanto in casa Messina si lavora alacremente per cercare di migliorare, in ogni zona del campo, quella che sino ad oggi è sembrata una rosa si di validi elementi, ma non completa. Mister Lucarelli dalla sua toscana ha già in mente la squadra che dovrà affrontare con un altro piglio il girone di ritorno. Nella sua mente due giocatori per ogni ruolo così da poter rendere maggiormente competitiva la rosa dell' ACR Messina targato 2017. L'ex bomber livornese vuole giocatori duttili e cioè capaci di ricoprire più ruoli in quanto non essendo un' integralista ha bisogno di pedine che possano permettergli di cambiare in corsa schemi e sistemi di gioco. Grifoni e Nardini voluti fortemente dal tecnico, dopo il suo arrivo, sono un esempio lampante di questo concetto su cui si getteranno le basi della nuova formazione peloritana. I giallorossi che il 21 si troveranno dinnanzi il Francavilla mostreranno, se il mercato filerà liscio, un volto decisamente trasformato e più a immagine e somiglianza dell'allenatore biancoscudato. Avere due giocatori per ruolo inoltre significherà aumentare le performance degli atleti in allenamento i quali, avendo maggiore concorrenza, dovranno dare il 200% per ottenere un posto tra gli 11 titolari. Le zone del campo che senza dubbio cambieranno anima saranno il reparto offensivo dove c'è maggiore bisogno di fare il cosiddetto salto di qualità aumentando notevolmente centimetri e peso ed il centrocampo il quale necessità sin dall'immediato di uomini di maggiore quantità e qualità in grado di svolgere nel migliore dei modi sia la fase di possesso che quella di non possesso palla. Calciatori insomma capaci di inserirsi negli spazi e di dare maggiore tasso tecnico a quella porzione di campo dove spesso e volentieri si decidono le sorti del match. La difesa infine dovrà essere dotata di uomini che sappiano alternarsi sia come terzini che come centrali. Noi restiamo in ascolto di Radiomercato e quando avremo delle chicche e news veritiere non ci tireremo indietro informandovi e dandovi aggiornamenti puntuali. Giocheremo d'anticipo per voi. Seguiteci e non ve ne pentirete.

Non dimenticare amico giallorosso

Il Messina non si discute, ma si ama! La squadra del tuo cuore nasce il 1° dicembre del 1900 grazie ad Alfredo Marangolo!