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giovedì 27 aprile 2017

Luigi Simoni: Messina sempre nel mio cuore.


Domenica nell'impianto del Vialone San Filippo non si giocherà una gara come le altre, per tutta una serie di fattori perché Messina Vs Cosenza è una partita che sicuramente meriterebbe ben altri palcoscenici e categorie. Una sfida storica che, sia al Giovanni Celeste (vecchio comunale) che al giovincello Franco Scoglio, ha visto match memorabili e rocamboleschi. Quello prossimo del 2017 vedrà i giallorossi combattere fino all'ultima stilla di sudore per un posto tranquillo al riparo da sgradite possibili sorprese di fine stagione nell'inferno torrido dei playout. Avere la meglio sui calabresi significherebbe "quasi" centrare l'obiettivo stagionale della salvezza con il fine immediato di programmare in serenità la prossima stagione, quella, si spera, del definitivo rilancio del calcio messinese. 
A tal proposito abbiamo voluto sentire una vecchia gloria che ha militato in entrambe le squadre. Chi meglio di Luigi Simoni portierone anni '90, di Messina e Cosenza, può avvicinarci e condurci per mano all'interno di questa delicatissima sfida da sempre attesa da ambedue le tifoserie con grande pathos ed emozione. 


Luigi quando sei arrivato a Messina nella stagione 1991/92, in serie B, per sostituire un grande portiere come Beniamino Abate e con una rosa importante che vantava giocatori come: Dolcetti, Ficcadenti, De Trizio, Cambiaghi, Sacchetti, Igor Protti, Gabrieli, Miranda, Carrara, Breda, Marino e molti altri avresti mai pensato che quell’anno sareste retrocessi in serie C? Ma oggi dopo 25 anni con il senno del poi riesci a dare una spiegazione a quella sciagurata stagione?

Quella stagione ancora mi fa arrabbiare se ci penso perché è stata la delusione più grande della mia intera carriera calcistica; una squadra fatta di buoni/ottimi giocatori che però non andavano molto in sintonia. Eravamo mal assemblati con troppe prime donne, ma ora dare le colpe a quello e/o a questo a distanza di tanti anni non è giusto senza contraddittorio, ma una cosa la voglio dire: l'allontanamento di Colautti fu deciso dopo aver sentito solo alcuni giocatori tra cui non figuravo io che avrei impedito in tutti i modi l'esonero. L'arrivo di Veneranda non fece altro che dividere ancora di più un gruppo già molto difficile nel rapportarsi e sopportarsi.

Quali furono le tue prime impressioni da calciatore al Giovanni Celeste? Inoltre raccontaci che rapporto avevi con la città e con quello stadio allora definito da tutti come la Bombonera di Via Oreto.

La prima volta che "affrontai" il Celeste fu proprio con la maglia del Cosenza e ancora ricordo il vibrare del terreno di gioco quando i tifosi incitavano la loro squadra e noi in campo per via del fragore scatenato dai tifosi non riuscivamo neanche a comunicare tra di noi a breve distanza. Uno stadio simile che incuteva tale "timore" con le stesse difficoltà di comunicazione tra giocatori era solo il  S. Siro/Meazza. Per me il poterci giocare poi con la maglia del Messina è stato un grande onore.

So molto bene che anche da lontano segui il Messina e le sue travagliate vicissitudini perché un pezzo del tuo cuore è ancora giallorosso visto che qui a Messina hai anche i tuoi affetti più cari; detto questo dove pensi che la nuova società guidata da Franco Proto possa arrivare? Ci sono, secondo te, le basi e i presupposti per far tornare il Messina nei palcoscenici che merita il suo glorioso passato e il suo blasone? Cosa serve secondo te un altr’anno per fare il definitivo salto di qualità, per cercare di centrare finalmente dopo 10 anni esatti il ritorno tra i cadetti?

Seguo il Messina sicuramente visti i miei trascorsi sia da calciatore che allenatore del settore giovanile del Messina e poi mia moglie è messinese. Negli ultimi anni purtroppo ci sono state diverse difficoltà e cambi di proprietà che non sempre hanno fatto il bene del Messina. Non conosco direttamente Proto ma i miei amici messinesi mi parlano di lui quale persona seria e perbene. Spero abbia un progetto a lungo termine e che possa ridare vigore al blasone biancoscudato e che il rilancio parta dalla nascita di un settore giovanile che possa dare forza a questa società e anche rifornire la prima squadra in modo da valorizzare il patrimonio di giovani calciatori di cui Messina e provincia sono ricche, così anche da far abbassare i costi di gestione che sono notevoli. Spero solo che Proto si affidi a persone serie e competenti, che amino il Messina senza badare ad interessi personali. Per puntare in alto occorre solidità e competenza dappertutto non solo a Messina.

Una cosa che ti piace di Messina città e la cosa che invece cambieresti.

Messina ha un clima, un panorama ed una vivibilità invidiabile da tutta Italia. Una cosa che non mi è mai piaciuta, ma è una cosa che riguarda l'ambito calcistico e non so se si possa riportare nella quotidianità della città è che è più facile parlare male del lavoro degli altri, piuttosto che mettersi in mostra per aver fatto bene il proprio lavoro. Non escludo comunque che anche da altre parti succeda lo stesso.

Due parole invece vorrei che li spendessi sul delicato ruolo del portiere, secondo te la qualità in Italia è scesa negli ultimi anni o siamo ancora il miglior paese  del mondo nel preparare i numeri 1 più completi e prestanti? Trovi differenze tra i portieri dei tuoi tempi e quelli di oggi, secondo te manca qualcosa ai giovani che attualmente si avvicinano con passione a questo difficile e delicatissimo ruolo?

Eravamo il paese con la più grande tradizione di grandi numeri 1, due su tutti Zoff e Buffon, ma con un'innumerevole serie di grandi portieri come: Zenga, Tacconi, Pagliuca, Castellini, Albertosi, Lido Vieri, Galli, Marchegiani e Toldo solo per citarne alcuni. Poi, con l'avvento delle nuove regole, siamo stati "invasi" da portieri stranieri anche nei settori giovanili, questi ultimi non sempre all'altezza. Abbiamo comunque ancora i migliori preparatori, ma spesso essi vengono impiegati nelle prime squadre e si lasciano i giovani in mano a preparatori non sempre all'altezza e questo si ripercuote, di conseguenza, sulla loro crescita tecnica. Le differenze coi miei tempi riguardano solo il gioco con i piedi, ma dovevi e devi sempre parare con le mani. E' il ruolo più difficile e complicato nel giuoco del calcio, ma è anche il più affascinante e solo chi ha giocato in porta ne può comprendere le difficoltà e le soddisfazioni. Comunque Donnarumma e i tanti bravi giovani che ci sono in B e Lega Pro fanno ben sperare.



Torneresti a lavorare a Messina, quanto ti stimola professionalmente questa piazza che come detto conosci molto bene?
Ho, infatti, già lavorato a Messina nel "Settore Giovanile" insieme a grandi amici e tecnici competenti: Carmelo Mancuso, Beppe Gangeri e Angelo Alessandro su tutti che indipendentemente da me farebbero solo il bene di questa società. Dal canto mio sono stato contattato già quest'anno e l'anno scorso,  ma sono state fatte altre scelte. Questo è il calcio e va accettato.  
Domenica i biancoscudati si giocano un’intera stagione e battendo il Cosenza si potrebbe davvero chiudere questo difficile capitolo della storia targata ACR Messina. Tutti sanno che hai anche il Cosenza nel battito del tuo cuore, come vivrai questa partita che sulla carta dovrebbe essere disputata sicuramente in altre categorie? Pronostico secco: come finirà al Franco Scoglio?
Messina-Cosenza è da sempre una partita per me "complicata". Il mio passato da Lupo è per me indimenticabile ed indelebile, ho trascorso 5 anni in riva al Crati fantastici dove ho avuto l'onore di giocare con grandi e immensi calciatori, ma soprattutto con grandi uomini (Urban, Giovannelli, Bergamini, Lombardo, Padovano per citarne alcuni) così come sono stato bene in riva allo Stretto dove ho conosciuto persone eccezionali come i tre nominati poc'anzi; posso solo dire che spero che entrambe le squadre centrino salvezza e play off senza troppe sofferenze e patemi, mi dispiace moltissimo che non ci sia più il gemellaggio tra le due tifoserie (non mi interessa di chi sia la colpa). Quindi un grosso in bocca al lupo a Messina e Cosenza ed un grosso in bocca al lupo a Berardi e Perina. Vinca il migliore!
Si è tornato a parlare in città, ed è il tema di più stretta attualità nell'ambito delle discussioni tra tifosi, di far giocare il prossimo campionato di Lega Pro al Giovanni Celeste; stadio che tu conosci, come dicevamo, molto bene. Secondo te il Messina deve fare di tutto per tornare nel vecchio catino dove si è fatta la storia dei colori giallorossi? Può davvero il vecchio comunale fare la differenza in queste categorie e ritornare ad essere quello che comunemente si dice: il dodicesimo uomo in campo?


Senza dubbio il Celeste è stato in passato il 12° uomo per il Messina ed è stato fonte di timore e rispetto da parte degli avversari. Non so se sia a norma, ma sicuramente l'idea di ritornare a giocare lì sarebbe affascinante. Il Celeste ed il Messina non possono non farmi ritornare in mente IL PERSONAGGIO più ILLUSTRE, non me ne vogliano gli altri, ma CICCIO CURRO' è sempre stato il NUMERO 1 e mi piacerebbe che gli venisse intitolato il Celeste perchè Lui era l'anima di tutto. Ciao ovunque tu sia Ciccio.

A proposito di personaggi di altro spessore, tu a Pisa hai giocato insieme a "El Cholo" Simeone oggi senza dubbio tra i primi 5 allenatori al mondo e capace in solitaria di centrare 3 semifinali consecutive in Champions (roba da brividi). Si intravedevano già allora in questo piccolo grande uomo la cosiddetta "GARRA" e quelle doti umane nonché quelle competenze calcistiche che lo hanno innalzato di diritto nell'Olimpo del calcio internazionale?



Diego era giovanissimo quando arrivò a Pisa e già si intravedeva il carattere (garra) d'acciaio che ancora oggi lo contraddistingue, noi eravamo molto legati e quando è tornato in Italia ad allenare il Catania ci siamo ritrovati. Vederlo in mezzo al campo a dirigere l'allenamento con grande personalità non mi sorprese e non mi sorprende per nulla che sia alla sua terza semifinale di Champions. Sotto quella corazza da duro c'è un grande cuore. Diego Pablo Simeone è un uomo vero.
Per concludere saluta come meglio credi i tuoi vecchi tifosi, lancia loro se vuoi un messaggio o qualcosa che non hai mai detto ai microfoni; dì, insomma, tutto quello che pensi a questa tifoseria che è da sempre nel tuo cuore.
L'appello è solo uno: stare vicini al Messina, ai giocatori, allo staff e alla dirigenza, senza fare processi che non porterebbero a nulla di buono. Tifare in maniera appassionata e "feroce" per far si che questa gloriosa società e squadra tornino ai livelli che più gli competono. Forza Messina!
Aggiungere ulteriori parole a ciò che ha detto l'ex goalkeeper peloritano ci sembra superfluo ed allora ascoltando quel suo ultimo Forza Messina, non possiamo che rispondergli, di rimando, con un gigante ... SEMPRE!



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