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lunedì 2 gennaio 2017

Chi ha rubato l' Humus?


Questa a livello calcistico, un tempo, era una terra ricca di humus miracoloso. Qualsiasi cosa si piantava in essa germogliava e dava frutti squisiti. Si costruivano le squadre e queste si dimostravano all'istante robuste e vigorose, pronte a qualsiasi battaglia e a incarnare quello spirito vincente che la blasonata piazza di Messina esigeva. Le squadre vincevano e gli spalti si riempivano, i gradoni del catino di Via Oreto venivano gremiti e i giocatori si esaltavano, i calciatori entravano in trance agonistica e la città tutta iniziava a sognare e ad andare su di giri. In sostanza si creava un circolo virtuoso dove ogni cosa rigenerava e caricava l'altra, oggi invece, per farla breve, tutto ha subito una involuzione e il circolo di cui prima è finito per diventare vizioso. Tutto per colpa di un "Humus" scomparso che ha inaridito la terra trasformandola in una superficie di morte. Nei bar e nelle piazze ci si domanda quale sia il motivo di questa inversione di tendenza, del perché una piazza così appassionata che viveva di calcio dal lunedì alla domenica ad un tratto abbia smarrito la strada. Ricordo quando in eccellenza contro il Giarre per la partita clou che ci avrebbe garantito gli spareggi si presentarono al botteghino 9000 messinesi i quali misero la palla in fondo al sacco insieme a Salpietro al 92'. Allora tutti fecero una riflessione chissà senza tutti quei tifosi se la sfera sarebbe entrata in porta. Molti risposero con un secco NO! Se il Messina non avesse vinto quella gara fondamentale non avremmo mai visto la serie A, perché fu da quel goal che iniziò la famosa scalata dell'era Aliotta. Cioè un piccolissimo momento che ebbe in sé la forza di cambiare la storia di una intera generazione pallonara. E poi ... ecco gli spareggi con il Vittoria a Bagheria dove ben 2500 messinesi con un treno speciale, colmi di entusiasmo, per la sfida poc'anzi citata contro il Giarre, portarono i colori giallorossi a scrivere una leggenda. Come detto prima fu poi una scalata dietro l'altra proprio come quando un bimbo scarta di seguito un pugno di caramelle dolcissime. Oggi invece con pessimismo nessuno crede più nei sogni e la pelota non gonfia più la rete nei minuti finali e le scalate così non trovano mai il proprio inizio. Prima ci stavamo interrogando su cosa fosse per noi questo benedetto Humus e me lo sono chiesto anche io stasera stimolato da qualche amico giallorosso. Io penso che l'animo di molti di noi si sia ammalato, contaminato da agenti esterni che hanno inquinato il nostro modo di percepire la realtà circostante. Nella nostra città poi il popolo ha cambiato orizzonti indirizzandoli verso il singolo evento, ma il calcio è un susseguirsi di episodi dai quali può cambiare il destino di una intera stagione. Per questo c'è bisogno che ci siano parecchi appassionati, lì sempre sul pezzo nel seguire la propria squadra del cuore durante momenti gioiosi e dolorosi.
Prima parlavamo di contaminazioni e sono quelle negative che hanno tolto il germe buono dal terreno giallorosso. L' humus che trasformava le stagioni da anonime in incredibili  è stato rubato dalla negatività, da una tale Amelia la Fattuchiera, la quale ha messo in seno agli sportivi messinesi il seme del sospetto verso un calcio moderno che secondo queste malelingue avrebbe perso quello spirito sportivo dove la sana competizione era l'unica padrona. Sempre la stessa maga dall'animo dark ha insinuato nel cuore dello sportivo peloritano il seme della superbia facendo credere, negli uomini in cui veniva inculcato, che il calcio di oggi è lontano parente di quello di ieri tecnicamente parlando. Così i semi avversi uno dopo l'altro hanno prosciugato l'humus e hanno cancellato quel modo di vedere le cose in chiave ottimistica cambiando quasi irreversibilmente prospettiva alle cose. Da quando è arrivato mister Lucarelli, anche se lentamente, perché le cose dall'oggi al domani non possono essere cambiate, questo processo sfavorevole che mostra lo svantaggio a tutti i costi sembra essersi fermato e dal terreno infruttuoso l'humus sembra covare nuovamente sotto le radici arse. Spetta a noi adesso espellere le ultime scorie negative per ripristinare quel moto retto e proficuo capace di farci ritornare quelli che eravamo un tempo.

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Non dimenticare amico giallorosso

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